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- L'agricoltura italiana vale 73,5 miliardi di euro, ma è gravemente minacciata da illegalità.
- Circa 200.000 lavoratori operano senza contratti regolari in Italia.
- Le ispezioni nel 2023 hanno riscontrato irregolarità nel 59,2% dei casi, sottolineando la necessità di azioni più incisive.
- La retribuzione media annua nel settore agricolo è di soli 6.000 euro, evidenziando il problema del lavoro povero.
Per approfondire le complesse dinamiche dello sfruttamento nell’agricoltura italiana, il Rapporto Agromafie e Caporalato emerge come uno strumento imprescindibile. La lotta contro agromafie e caporalato necessita della collaborazione tra istituzioni governative, sindacati ed esponenti della società civile. Soltanto attraverso interventi congiunti efficaci sarà possibile promuovere condizioni lavorative giuste e dignitose per i lavoratori coinvolti nel comparto agricolo.
Nell’ambito dell’agricoltura, una nozione fondamentale è rappresentata dalla rotazione delle colture. Questa strategia consente il mantenimento della fertilità dei terreni ed evita la proliferazione di parassiti o patologie vegetali; si tratta di un metodo indispensabile per garantire una produzione sostenibile nel lungo periodo. Inoltre, emerge un concetto più sofisticato: l’agricoltura rigenerativa, focalizzata sull’ottimizzazione della salute del terreno insieme alla promozione della biodiversità mediante pratiche quali compostaggio o utilizzo delle colture da sovescio. Riflettere su tali approcci sottolinea quanto sia cruciale un metodo agricolo ecologicamente consapevole che salvaguardi il pianeta assicurando equità occupazionale ed ambienti sicuri per tutti i lavoratori.
- Fonte ufficiale del Ministero dell'interno con dato del VII Rapporto Agromafie e Caporalato
- Sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, pagina sul contrasto all'agromafia e al caporalato
- Rapporto Agromafie e Caporalato dell'Osservatorio Placido Rizzotto della FLAI CGIL, dati e informazioni sulla situazione dell'agricoltura italiana