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- Approvata direttiva UE per bandire il flufenacet, un pesticida PFAS.
- Nelle Fiandre, 37 richieste risarcimento nel 2022, 42 nel 2024.
- BioForum ha intentato causa contro il governo fiammingo.
## L’ombra dei PFAS sull’agricoltura: una contaminazione silenziosa
Il settore agricolo europeo sta affrontando una problematica subdola e ancora poco conosciuta: la contaminazione da PFAS, le cosiddette “sostanze chimiche per sempre”. Nonostante l’attenzione sia rivolta principalmente alla riduzione dei pesticidi convenzionali, si sta palesando una sfida più latente, legata alla persistenza di queste sostanze nell’ambiente. I PFAS, apprezzati per le loro caratteristiche di impermeabilità, si stanno rivelando un pericolo per la salute umana e per la sostenibilità dell’agricoltura, soprattutto quella biologica.
Il Parlamento europeo e diverse organizzazioni non governative stanno esercitando pressioni per un divieto totale dei PFAS negli antiparassitari. Il 12 marzo 2025, i paesi membri dell’UE hanno approvato una direttiva della Commissione Europea con l’obiettivo di bandire il flufenacet, un pesticida PFAS che altera l’equilibrio ormonale. Tuttavia, numerose voci si alzano per sollecitare un’azione più decisa, estendendo il divieto a tutti i prodotti fitosanitari che contengono PFAS.

## Il caso delle Fiandre: agricoltori biologici in prima linea
La contaminazione da PFAS non è solo una teoria. Nelle Fiandre, a poca distanza da Bruxelles, la presenza di queste sostanze chimiche rappresenta una cruda realtà, che incide negativamente anche sugli agricoltori che operano secondo i principi dell’agricoltura biologica. La zona di Zwijndrecht, nei pressi di Anversa, è tra le aree più colpite dall’inquinamento da PFAS in Europa, a causa delle emissioni provenienti dalla fabbrica chimica 3M. *L’amministrazione delle Fiandre suggerisce a chi risiede entro un cerchio di dieci chilometri dalla fabbrica di ridurre il consumo di prodotti agricoli autoprodotti e uova di gallina allevate in loco.*
Koen Doggen, titolare di un’azienda agricola biologica nella zona, ha effettuato analisi sul suo terreno e sull’acqua, rilevando una contaminazione superiore ai limiti consentiti. Nonostante ciò, i livelli di PFAS rilevati nei suoi prodotti erano sufficientemente bassi da consentirne la vendita, ma la sua onestà gli ha fatto perdere molti acquirenti. La sua vicenda è un esempio lampante della fragilità del settore biologico di fronte alla contaminazione da PFAS. Laura van Lokven, responsabile della comunicazione di BioForum, l’associazione per l’agricoltura e l’alimentazione biologica delle Fiandre, evidenzia come l’agricoltura biologica, che si basa su terreni a contatto diretto con l’ambiente e sull’accesso degli animali agli spazi aperti, sia particolarmente vulnerabile a questo rischio. Le uova, in particolare, sono considerate a rischio a causa dell’allevamento all’aperto del pollame biologico.
## Richieste di aiuto e responsabilità
Gli agricoltori fiamminghi chiedono aiuto per superare questa crisi. Tessa De Prins, portavoce di Boerenbond, l’organizzazione degli agricoltori delle Fiandre, spiega che nella regione di Zwijndrecht gli agricoltori possono richiedere un risarcimento finanziario per i danni subiti. Il numero di richieste è in costante aumento: da 37 nel 2022 a 42 nel 2024. Boerenbond chiede che il sostegno finanziario sia esteso agli agricoltori di un’area più ampia.
Parallelamente, alcune associazioni stanno cercando di individuare le responsabilità. BioForum ha intentato una causa, sostenendo che il governo fiammingo e l’OVAM (l’agenzia governativa fiamminga per la pulizia del suolo) hanno comunicato troppo tardi i rischi ambientali. Jean-Luc Fourré, bioingegnere, ha lanciato l’allarme a livello belga ed europeo sull’inquinamento dell’acqua, vettore di PFAS nel suolo e nelle piante. Nel 2021, ha scritto una lettera a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, esprimendo preoccupazione per i livelli di PFAS nell’acqua potabile in Belgio e per la mancanza di supervisione della Commissione nei confronti degli Stati membri.
## Verso un futuro libero da PFAS: sfide e opportunità
La contaminazione da PFAS rappresenta una sfida complessa per l’agricoltura europea. È necessario un approccio integrato, che coinvolga istituzioni, agricoltori, industria chimica e società civile. Le azioni da intraprendere sono molteplici:
Ricerca e sviluppo: investire in tecnologie innovative per la rimozione delle PFAS dal suolo e dall’acqua, nonché per la produzione di alternative più sicure.
Regolamentazione: rafforzare la normativa europea sui PFAS, estendendo il divieto a tutti i pesticidi che le contengono e fissando limiti più stringenti per la loro presenza nell’acqua potabile e negli alimenti.
Sostegno agli agricoltori: fornire assistenza tecnica e finanziaria agli agricoltori colpiti dalla contaminazione, aiutandoli a diversificare le colture, adottare pratiche agricole sostenibili e accedere a nuovi mercati.
Informazione e sensibilizzazione: informare i consumatori sui rischi legati alle PFAS e promuovere scelte alimentari consapevoli.
La transizione verso un’agricoltura libera da PFAS è un processo lungo e complesso, ma necessario per garantire la salute umana, la tutela dell’ambiente e la sostenibilità del settore agricolo.
## Un Futuro Sostenibile: Armonia tra Agricoltura e Ambiente
Amici lettori, la questione delle PFAS ci pone di fronte a una riflessione profonda sul nostro rapporto con la terra e con le pratiche agricole. L’agricoltura, per sua natura, dovrebbe essere un’attività che nutre e protegge, non che avvelena e distrugge.
Una nozione base di agricoltura che possiamo applicare in questo contesto è la rotazione delle colture. Alternare diverse colture sullo stesso terreno aiuta a migliorare la fertilità del suolo, a ridurre la diffusione di parassiti e malattie e, in questo caso, potrebbe contribuire a mitigare l’assorbimento di PFAS da parte delle piante.
A un livello più avanzato, possiamo considerare l’utilizzo di tecniche di bioremediation, ovvero l’impiego di microrganismi o piante per degradare o immobilizzare le sostanze inquinanti nel suolo. La ricerca in questo campo è in continua evoluzione e potrebbe offrire soluzioni promettenti per la bonifica dei terreni contaminati da PFAS.
Ma al di là delle tecniche e delle strategie, ciò che conta davvero è un cambio di mentalità. Dobbiamo smettere di considerare l’agricoltura come una mera attività produttiva e iniziare a vederla come un sistema complesso e interconnesso, che dipende dalla salute del suolo, dell’acqua e dell’aria. Solo così potremo costruire un futuro in cui l’agricoltura sia davvero sostenibile, in armonia con l’ambiente e a beneficio di tutti.