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- Il vento di Harmattan causa una diminuzione dell'umidità nei terreni agricoli, influenzando negativamente la qualità dei raccolti entro febbraio.
- Prezzi del cacao in aumento nei mercati internazionali a causa delle preoccupazioni per la scarsità dell'offerta.
- Necessità di riforme ecosostenibili nella produzione di cacao per affrontare le sfide climatiche e migliorare le condizioni economiche degli agricoltori.
Il fenomeno noto come vento di Harmattan, caratterizzato dalla sua natura stagionale e proveniente dal deserto del Sahara tra i mesi di dicembre e marzo, sta influenzando in modo significativo la resa della produzione di cacao in Costa d’Avorio. Questa corrente arida e polverosa si associa a un deficit nelle precipitazioni atmosferiche creando inquietudini fra gli agricoltori locali. In qualità di principale produttore globale di cacao,Costa d’Avorio è attualmente intrappolata in un periodo arido che si estende dalla metà di novembre a marzo; tempi nei quali le piogge risultano abitualmente scarse. I contadini delle zone centrali ed orientali, quali sono ad esempio Daloa, Bongouanou e Yamoussoukro, hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai potenziali danni cagionati dai venti dell’Harmattan sulle loro colture. Un persistente soffio del suddetto vento potrebbe provocare una marcata diminuzione nell’umidità dei terreni agricoli con conseguenti ripercussioni avverse sulla qualità dei raccolti già entro febbraio.

Le Difficoltà Economiche dei Coltivatori di Cacao
Pur essendo un settore che muove miliardi a livello globale, molti agricoltori in Costa d’Avorio vivono tuttora in condizioni precarie. Le retribuzioni ricevute dai produttori risultano spesso insufficienti a coprire le spese necessarie alla produzione agricola; questa situazione li porta all’impiego obbligatorio di pesticidi per garantire raccolti adeguati. Assi Hervé è un esemplare rappresentante dei coltivatori locali nella zona dell’Agnéby-Tiassa; egli ha ereditato la propria piantagione dal genitore ed è testimone diretto del notevole decremento della resa dovuto alle problematiche legate ai cambiamenti climatici e alle patologie vegetali. La crisi ambientale si aggrava ulteriormente a causa della presenza del virus swollen shoot e dell’infezione fungina nota come black pod. A fronte di queste difficoltà crescenti, numerosi contadini stanno valutando l’opzione di diversificare le proprie produzioni verso cultivar più lucrative come l’olio palmisto o la gomma naturale (caoutchouc).
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Il Mercato del Cacao e la Speculazione
In Costa d’Avorio, le avverse condizioni climatiche hanno provocato un significativo aumento dei prezzi del cacao sui mercati internazionali. Nella piazza di New York, i futures hanno toccato quotazioni elevate per via delle crescenti preoccupazioni legate alla possibile scarsità dell’offerta. Il perdurante caldo e secco sta alimentando questo aumento di prezzo, dato che ci si aspetta che influisca negativamente sulla produzione della raccolta intermedia. Ciò nonostante, il rincaro non migliora la situazione economica per gli agricoltori locali: essi continuano a incassare solo una porzione esigua dei profitti derivanti dal mercato globale del cacao.
Verso un Futuro Sostenibile
L’attuale crisi nel settore del cacao si presenta come una potenziale occasione propizia per una profonda riforma sistemica verso pratiche più ecosostenibili. L’esempio offerto da Ambroise N’Koh, imprenditore agricolo impegnato nell’agricoltura biologica, rivela chiaramente che soluzioni sostenibili sono assolutamente possibili da implementare. Tuttavia, per procedere alla metamorfosi della catena produttiva del cacao, occorrono investimenti significativi nonché una radicale revisione culturale tra i produttori e i consumatori stessi. Questo scenario critico potrebbe indurre a un incremento nei costi al dettaglio del cioccolato; tale evoluzione avrebbe il potenziale effetto collaterale positivo di frenare le richieste dal mercato facendo così respirare le già sovraccaricate risorse naturali insieme ai coltivatori.
In ambito agronomico emerge con prepotenza il bisogno di riconoscere il valore cruciale della rotazione delle colture, strumento imprescindibile volto a preservare l’integrità della fertilità pedologica evitando al contempo lo sfruttamento iniquo delle fonti disponibili. Se applicata in modo adeguato, questa tecnica ha dimostrato capacità reali nel favorire tanto le rese quanto una maggiore durabilità ecologica nelle piantagioni dedicate al cacao. In aggiunta a ciò si configura quale rilevante strategia anche quella dell’adozione dell’agricoltura biologica: pratiche quali l’impiego di fertilizzanti naturali o sistemi integrati nella lotta contro i parassiti hanno contribuito significativamente ad abbattere gli effetti dannosi sull’ambiente accrescendo parallelamente il benessere complessivo degli agroecosistemi coinvolti. Esaminare queste modalità operative può risultare fondamentale per innescare un conseguimento favorevole nel comparto del cacao, facilitando la creazione di un armonia sostenibile tra l’attività produttiva e le necessità ambientali.