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- L'inflazione ha portato a un aumento del costo del carrello della spesa del 2,6%.
- Il 64% dei consumatori pugliesi ha acquistato nei mercati contadini almeno una volta nel 2024.
- La vendita diretta ha generato oltre 700 milioni di euro, coinvolgendo un quinto degli operatori agricoli.
L’inflazione ha colpito duramente le famiglie pugliesi, costringendole a spendere di più per acquistare meno. Secondo i dati della Coldiretti Puglia, l’aumento dei prezzi dei beni alimentari, sia lavorati che non lavorati, ha portato a un incremento del costo del carrello della spesa del 2,6%, mentre l’inflazione di fondo si attesta a +1,9%. Questo scenario ha determinato una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, che ora spendono in media 464 euro al mese per generi alimentari e bevande, uno dei valori più bassi in Italia. Tuttavia, su 100 euro spesi per prodotti agricoli freschi, meno di 20 euro vanno a remunerare il valore aggiunto degli agricoltori, evidenziando uno squilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare.
Il Ruolo dei Mercati Contadini e la Mobilitazione per la Trasparenza
In risposta all’inflazione, i consumatori pugliesi hanno mostrato una crescente preferenza per i prodotti locali, con il 64% che ha effettuato almeno un acquisto in un mercato contadino nel 2024. I farmers’ market sono diventati un punto di riferimento per la spesa, grazie alla garanzia di salubrità e trasparenza dei prodotti. Il 73% degli intervistati ritiene che acquistare direttamente dagli agricoltori sia la via più sicura. Coldiretti ha lanciato la mobilitazione “No fake in Italy” per promuovere una legge europea che obblighi a indicare l’origine di tutti i prodotti alimentari. Questa iniziativa mira a garantire la trasparenza e la sicurezza alimentare, sostenuta anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly.

- 👍 Finalmente un passo avanti verso la trasparenza alimentare......
- 👎 Tuttavia, i piccoli agricoltori faticano ancora......
- 🌍 E se la soluzione fosse una filiera agroalimentare autonoma......
La Filiera Corta e il Valore del Cibo Locale
Grazie all’iniziativa agricola “Campagna Amica”, il valore economico delle vendite dirette effettuate dagli agricoltori è aumentato superando i 700 milioni di euro e coinvolgendo oltre un quinto degli operatori agricoli. Questo modello economico risponde alla crescente attenzione dei consumatori verso la tutela della salute e dell’ambiente, come dimostrato dall’affluenza nei mercati contadini. Inoltre, il raddoppio dei fondi per l’agroalimentare con 2 miliardi di euro in più stanziati per gli accordi di filiera mira a sostenere l’approvvigionamento alimentare e a contrastare il carovita.
Verso un Futuro Sostenibile per l’Agricoltura Pugliese
La situazione attuale richiede un impegno costante per garantire una distribuzione equa del valore lungo la filiera agroalimentare. È essenziale lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole e industriali, con obiettivi qualitativi e quantitativi precisi e prezzi equi che non scendano sotto i costi di produzione. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) può giocare un ruolo cruciale in questo contesto, insieme ai contratti di filiera che promuovono lo sviluppo di prodotti 100% italiani. La capacità di garantire la stabilità futura dell’agroalimentare italiano risiede in una collaborazione solida abbinata a una visione proiettata nel tempo. Nel mondo agricolo, il concetto chiave della rotazione delle colture s’impone: una strategia che prevede l’alternanza delle piante nello stesso campo per arricchire il nutrimento del terreno e ridurre attacchi parassitari e problemi fitosanitari. Nel territorio pugliese questa strategia è essenziale; essa gioca un ruolo decisivo nel contenere i contraccolpi inflattivi sul bilancio produttivo attraverso la diversificazione colturale. In parallelo, esiste il tema sofisticato dell’agricoltura di precisione, basata su dispositivi innovativi per monitoraggi agricoli più raffinati ed efficaci nella gestione delle risorse utilizzate; durante fasi inflazionistiche crescenti questi metodi rafforzano il controllo dei costi migliorando inoltre la resa qualitativa dei raccolti stessi. Queste riflessioni dimostrano quanto l’unione fra innovatività tecnologica ed eco-sostenibilità sia imprescindibile di fronte alle complesse emergenze economiche-ambientali attuali.